Paperino e il mistero degli Incas

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Paperino e il mistero degli Incas è una storia il cui testo e i disegni sono stati realizzati da Carl Barks. E’ stata pubblicata nel 1949. I protagonisti sono Paperino e Qui, Quo, Qua.

In particolare Paperino svolge il lavoro di custode del museo della scienza e della tecnica di Paperopoli e si ritrova coinvolto in una spedizione in Perù per risolvere un episodio misterioso. Di che cosa si tratta nello specifico? Scopriamolo considerando la trama.

La trama di Paperino e il mistero degli Incas

paperino e il mistero degli incas

Paperino, mentre lavora al museo, sta spolverando degli oggetti che sembrano delle pietre. Uno di questi oggetti gli scappa di mano e si rompe. E’ soltanto a questo punto che il protagonista scopre che si tratta di un uovo, dalla strana forma cubica. Paperino va ad avvertire il direttore del museo e così viene organizzata una spedizione in Perù, Paese da dove provenivano quegli oggetti così misteriosi. L’obiettivo è cercare e trovare le galline e le uova di forma cubica. Anche Paperino e i suoi nipoti prendono parte alla spedizione.

Il professor Arcibaldo Gentiloni Arraffa, direttore del museo che ha organizzato la spedizione, durante il viaggio, chiede di mangiare una frittata. Qui, Quo, Qua, avendo appreso la richiesta, decidono di usare quelle quadrate. Prima di arrivare al suo destinatario, la frittata viene assaggiata da molti altri. In molti la trovano disgustosa e, dopo un po’, tutti coloro che hanno assaggiato queste uova stanno male.

Nessuno vuole avere a che fare più con le uova quadrate, per cui attivi nella spedizione rimangono soltanto Paperino e i nipoti. Questi ultimi riescono a trovare un anziano signore che racconta come suo padre avrebbe ospitato un professore moribondo con delle uova quadrate. Paperino e i nipoti decidono di recarsi nella valle delle nebbie, il luogo in cui si troverebbero le uova misteriose.

Non sanno, però, che nessuno riesce ad uscire vivo da quel posto. Dopo essersi accampati per la notte, al mattino si ritrovano alle prese con una nebbia molto fitta. Per caso, cadono in una discesa e arrivano in una città che sembra deserta. Scoprono poi che si tratta di una città abitata da persone che cantano le canzoni che hanno appreso dal professore e che mangiano solo uova, anche se sembrano mancare le galline.

Gli abitanti della città organizzano una festa in loro onore e i nipotini di Paperino mostrano i loro palloni fatti con le gomme da masticare. Facendo questa azione, però, violano il divieto di creare o mostrare oggetti rotondi. Sono condannati, così, all’impiccagione, ma i nipotini riescono a salvarsi dimostrando di saper fare palloni quadrati. Alla fine lasciano la città e portano con loro due galline, per avere la possibilità di farle riprodurre in seguito.

Alla fine della storia Paperino e i nipoti vanno al ristorante, avendo il desiderio di mangiare qualcosa che non sia rappresentato dalle uova, ma anche in questo caso non hanno scampo, perché viene loro proposto un menu basato proprio su questo cibo.

Il seguito

Molte analogie si ritrovano anche in altre storie, che, per molti versi, possono essere considerate un po’ il seguito di Paperino e il mistero degli Incas. Basti considerare, ad esempio, la storia Il cowboy delle terre maledette, di Don Rosa. In questo caso Paperone su un treno incontra un uomo che gli mostra delle uova quadrate. Poi la vicenda continuerà anche in un’altra storia, dal titolo Zio Paperone e il ritorno a Testaquadra, di Don Rosa, nella quale Paperone e Cuordipietra Famedoro fanno un viaggio nella città di Testaquadra per cercare di trovare nuove ricchezze.