Deposito di Paperone

30

deposito-paperoneIl deposito di Zio Paperone è un luogo famosissimo a Paperopoli, nel corso del tempo diventato monumento simbolo della città. Il deposito osserva la città intera dalla Collina Ammazzamotori, a partire dal dicembre 1951, quando è comparso nella storia di Carl Barks, “Paperino e la ghiacciata dei dollari”.

Struttura del deposito

La struttura del deposito è cubica, per tre quarti luogo dedicato al denaro e ad altri preziosi e per un quarto ufficio ed abitazione di Paperone, che vive al suo interno. Il deposito si presenta con una cupola rossa in alto, sormontata da un pennone. Ad ogni angolo è presenta una piccola finestra quadrandolare e, secondo quanto riportato nelle storie più recenti, c’è una grande vetrata alle spalle di Paperone nel suo ufficio. Le pareti all’esterno sono blu nelle rifiniture laterali, escludendo il simbolo del dollaro che si trova al centro, sul lato frontale della struttura. Le pareti sono gialle e rosse.

Interni

All’interno, il deposito di Paperone ha diversi corridoi, che portano verso due differenti direzioni. Nell’ultimo piano sono presenti le stanze private di Paperone (l’ufficio contiene la teca con la Numero Uno) e la grande cassaforte del deposito. Qui troviamo tutti i liquidi, le monete di Paperone, le banconote e i sacchi. In questa area Paperone è solito fare dei tuffi durante la giornata, delle vere e proprie nuotate nell’oro, anche in costume. Spesso i tuffi vengono effettuati tramite l’apposito trampolino che si trova subito dopo la porta di accesso. In questa stanza è presente anche un metro, in verticale, che serve a misurare il livello dei preziosi, e a volte anche una scavatrice, che serve a mescolare il denaro, in modo da portare al riparo dall’ossidazione e dalla muffa rispettivamente le monete e le banconote che si trovano sul fondo dell’enorme stanza. Nella storia “Bassotti contro deposito” Don Rosa ci mostra una pianta del deposito molto dettagliata.

Progetto_deposito_1

Sicurezza

E’ praticamente impossibile raggiungere il deposito e, in particolare, la stanza dell’oro senza che Paperone dia il suo permesso. Il deposito è praticamente inespugnabile, grazie anche al sistema di trappole, protezioni, allarmi e radar messo a punto con l’aiuto di Archimede. Solo in pochi sono riusciti ad avvicinarsi, non arrivando comunque a portare a termine il furto. Si tratta in particolare dei Bassotti, che hanno sempre fallito i loro tentativi di furto, e della fattucchiera Amelia, che non riesce a sfruttare al meglio la magia nera per portare via la Numero Uno, monetina che dovrebbe aprire le porte della ricchezza alla papera che vive sul Vesuvio. Se non dovessero bastare le protezioni, Paperone può sempre fare affidamento alle baionette e ai cannoni a polvere da sparo.